Bio

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Gisella Congia è nata a Cagliari il 02/03/1976 psicologa formata nell'ambito del perinatale, esperta nell'uso della fotografia psico_sociale, studiosa nell'ambito dell'abbattimento degli stereotipi (visivi e teorici) sul tema genitorialità e madre di Adalia, sua coprotagonista in diversi progetti fotografici.

Collabora con diverse realtà del territorio sardo che a vario titolo di occupano di maternità e genitorialità e ha partecipato, come relatrice e formatrice, a diverse esperienze in ambito nazionale.

Al di là della libera professione come psicologa nel perinatale, progetta e realizza con assiduità progetti di comunicazione e sensibilizzazione pubblica per abbattare i luoghi comuni sull'esperienza genitoriale. Tra i suoi progetti d’arte video-fotografici, opere nate per mettere in atto processi culturali capaci di superare i "tabù" della maternità/genitorialità, vi sono: “Ritratti di Pancia”, “Chiaroscuri nella Maternità”, “Me, The Imperfect Mother” , il documentario finalista al concorso sardo Il Cinema racconta il Lavoro edizione 2012, “La mamma è il posto fisso” e la campagna fotografica di sensibilizzazione all'approccio family friendly "La famiglia Mulinostanco". Ha realizzato inoltre diversi progetti fotografici a carattere sociale e documentaristico. Dal 2020 ha ideato e curato l'inserto radiofonico l'AKUABA. GENITORI OLTRE I LUOGHI COMUNI, in collaborazione con l'emittente radiofonica sarda Radio X, quale primo progetto in radio per la trattazione del tema genitorialità, attraverso l'analisi di immagini tratte dal mondo dell'arte e interviste a esperti del settore.

Dal 2012 opera per conto dell’associazione di promozione sociale L’Eptacordio, di cui è attualmente presidente, nella conduzione e promozione di cicli di incontri dedicati ai vissuti legati all’acquisizione del ruolo materno e genitoriale.

Il mio approccio al tema genitorialià attraverso l'arte e la creatività Diventare genitori può portare con sè grandi cambiamenti, emozioni contrastanti o, semplicemente, il bisogno di genuini spazi di riflessione per prendere consapevolezza del grande passaggio di vita a cui un uomo e una donna vanno incontro. Tutto cambia: prospettive, tempi, ruoli, equilibri ed, in poco tempo, è necessario trovare un nuovo assetto e ricollocare ogni pezzo della propria vita, per fare spazio al nuovo arrivato. Il mio approccio nella psicologia perinatale è di facilitare occasioni in cui “prendersi cura di chi si prende cura”, per dare modo ai genitori di essere facilitati nel loro compito creando servizi ed occasioni dove rilassarsi, incontrarsi, arricchirsi, sentirsi accolti. In particolar modo approfondisco l'importanza di acquisire una lucida visione della propria immagine di genitore, in antitesi a quelle stereotipate o acquisite per riflesso che spesso accompagnano madri e padri e che non trovano una giusta aderenza nella loro vita quotidiana da genitore. Per fare questo mi occupo di percorsi individuali e di gruppo dedicati all'esplorazione della propria immagine, utilizzando diverse tecniche e attività che attingono alle arti espressive, sia nel pre che nel post gravidanza e mi occupo della progettazione di attività laboratoriali, dell'organizzazione di incontri informativi e culturali rivolti alla fascia neo genitoriale, della realizzazione di azioni di sensibilizzazione sociale attraverso l'immagine e la fotografia sul tema famiglia e sostegno alla genitorialità. Questo perchè credo fondamentale creare occasioni che rispondano e riconoscano la doppia presenza dei bisogni dell’uomo/padre e della donna/madre e in cui creatività e informazione divengono gli strumenti innovativi per promuovere un fondamentale approccio alla genitorialità.